Cos'è la clausola floor

Se hai un mutuo a tasso variabile, il tasso di interesse che paghi ogni mese dovrebbe salire e scendere seguendo l'andamento dell'Euribor. L'Euribor è un indice che indica quanto costa il denaro tra le banche europee: quando scende, il tuo mutuo dovrebbe costare meno. Quando sale, il tuo mutuo costa di più.

Immagina il tuo tasso di interesse come un ascensore che può andare su e giù liberamente. La clausola floor è come mettere un blocco a un certo piano: l'ascensore può salire quanto vuole, ma non può mai scendere sotto quel piano. In pratica, la banca si garantisce che tu pagherai sempre almeno una certa percentuale di interessi, anche se l'Euribor dovesse crollare a zero o addirittura andare sotto zero.

Questo è successo per esempio tra il 2015 e il 2022, quando l'Euribor è stato negativo per anni. Chi aveva un mutuo variabile senza clausola floor ha visto la rata scendere. Chi aveva la clausola floor, invece, ha continuato a pagare un tasso minimo stabilito dalla banca, senza beneficiare del calo dell'Euribor.

Perché è un problema

Il punto non è che la clausola floor esista: le banche possono inserirla nei contratti. Il problema nasce quando non viene comunicata in modo chiaro, oppure quando il suo costo non viene quantificato e spiegato al cliente prima della firma.

La legge italiana è chiara su questo. L'articolo 117 del Testo Unico Bancario (la legge che regola i rapporti tra banche e clienti) stabilisce che tutti i costi di un mutuo devono essere indicati in modo trasparente. La clausola floor ha un costo reale: è come un'assicurazione a favore della banca, pagata dal cliente. Se questo costo non è stato dichiarato, il contratto potrebbe presentare un problema di trasparenza.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15130 del 2024, ha stabilito un principio importante: quando un costo non viene comunicato correttamente al cliente, la clausola che lo prevede può essere considerata nulla. Questo vale anche per la clausola floor.

Cosa significa "nulla" in questo contesto? Significa che quella parte del contratto viene considerata come se non fosse mai stata scritta. Se la clausola floor viene dichiarata nulla, il tasso del mutuo deve essere ricalcolato senza quel limite minimo, e la banca potrebbe dover restituire la differenza tra quanto hai pagato e quanto avresti dovuto pagare.

Come capire se ti riguarda

Questa situazione può riguardarti se hai (o hai avuto) un mutuo a tasso variabile. Per verificarlo, devi controllare il tuo contratto di mutuo. Cerca questi termini:

  • "tasso minimo"
  • "floor"
  • "tasso non inferiore a"
  • "soglia minima"
  • "il tasso applicato non potrà in ogni caso essere inferiore a..."

C'è anche un modo pratico per verificarlo: se hai un mutuo variabile e la tua rata non è mai scesa sotto un certo importo, anche durante gli anni in cui l'Euribor era vicino allo zero o negativo (circa dal 2015 al 2022), è possibile che nel tuo contratto sia presente una clausola floor.

Un esempio: se il tuo mutuo prevede Euribor + 1,5% e nel 2020 l'Euribor era a -0,30%, il tuo tasso avrebbe dovuto essere 1,2%. Ma se in quel periodo pagavi un tasso del 2%, probabilmente era attiva una clausola floor al 2%.

Cosa si può fare

Se la clausola floor non è stata comunicata in modo trasparente, è possibile contestarla. In questi casi, l'intera clausola sul tasso di interesse potrebbe dover essere ricalcolata usando un parametro più favorevole per il cliente.

Questo non significa automaticamente che la banca ti debba dei soldi. Ma significa che un'analisi tecnica del contratto può rivelare se sono stati applicati importi non dovuti. In molti casi, la differenza tra quanto è stato pagato e quanto si sarebbe dovuto pagare può essere significativa, soprattutto per mutui di lunga durata.

Il primo passo è far esaminare il contratto da un tecnico specializzato, che possa verificare se la clausola floor è presente, se è stata comunicata correttamente, e quale impatto economico ha avuto sulla rata.

Documenti utili da raccogliere

  • Il contratto di mutuo (l'atto firmato dal notaio)
  • Il documento di sintesi (il foglio riepilogativo delle condizioni, che la banca consegna insieme al contratto)
  • Il piano di ammortamento (la tabella con tutte le rate previste, mese per mese)

Se non li hai più, puoi richiederli alla banca. Per legge è obbligata a fornirti copia della documentazione contrattuale.

Una precisazione importante. Questo articolo ha scopo informativo. Non garantisce risultati specifici e non costituisce consulenza legale. Ogni situazione è diversa e richiede un'analisi individuale. Se pensi di trovarti in una situazione simile, il primo passo è parlare con qualcuno che possa esaminare i tuoi documenti.

Questo articolo è un adattamento divulgativo dell'articolo originale di Andrea Fontanelli. Leggi la versione completa su Associazione Studi Bancari